Adolescenza che stress! Le ansie e le paure di ragazzi e genitori

ansia adolescenza

Sappiamo che quando viviamo uno stress eccessivo, o siamo in situazioni difficili da affrontare, possiamo percepire l’ansia. Questo può verificarsi a seguito di una unica situazione stressante che porta con sé un grande carico, oppure in una lunga sequenza di situazioni con basso carico di stress ma prolungate nel tempo.

Cosa succede nel periodo dell’adolescenza?

Nel periodo dell’adolescenza il ragazzo e la ragazza si trovano ad affrontare molti cambiamenti. L’adolescente si chiede “chi sono?”, perché si confronta con la necessità di fronteggiare nuove situazioni reali.
Per prima è la questione della trasformazione del corpo che riguarda i caratteri sessuali primari e secondari e la comparsa del desiderio sessuale.
Il corpo cambia e prende una connotazione sessuale ben precisa. Il cambiamento del corpo quindi propone nuove esigenze e modalità di relazionasi agli altri, ai compagni del proprio sesso e ai quelli del sesso opposto, ai genitori e agli altri adulti di riferimento.

Altri cambiamenti avvengono a livello cerebrale: si strutturano sempre di più le capacità logiche, il pensiero astratto, la capacità di comprendere meglio il mondo, organizzare e attuare progetti e idee. Aumenta il desiderio di autonomia e la possibilità di muoversi in spazi sempre più vasti. Migliora la capacità di decidere e scegliere per sé.

La crescita rimanda ad un significato di essere grandi, di avere lo spazio di movimento dei grandi, di non essere più bambini bisognosi di cure e attenzioni, ma di occuparsi di sé in prima persona e di organizzare il proprio tempo. Si fa sempre più strada il sentire di essere attrezzati per desiderare, decidere, vivere, essere, per avere progetti e aspirazioni proprie.

Si modificano le relazioni con gli altri e si cominciano a sperimentare nuove situazioni all’esterno della famiglia. Emerge la necessità di negoziare sul proprio grado di libertà per acquistare maggiore autonomia. Tutta la famiglia è messa a dura prova e si richiede un’evoluzione di tutti i membri.
Le relazioni genitori-figli possono diventare conflittuali ed essere portatrici di stress per tutti.

Questi cambiamenti possono rappresentare una fonte di stress.
Se a questo si aggiungono conflitti familiari o cambiamenti nella struttura familiare, come per esempio separazioni, nascite, lutti, o altre evenienze, come un trasloco, uno spostamento in un’altra città, il cambiamento della scuola o degli amici, ecco che lo stress aumenta.

Quali sono le manifestazioni di stress in adolescenza?

Sappiamo che l’ansia è il segnale affettivo del pericolo. Il contenuto di ciò che è pericoloso può essere consapevole o inconsapevole, reale o percepito.
Tra le manifestazioni ansiose in adolescenza possiamo trovare sentimenti di paura, stati di panico accompagnati da sintomi somatici, rifiuto della scuola e stati d’ansia acuta.
Le ansie transitorie possono associarsi ad esperienze nuove come per esempio andare in una nuova scuola, entrare in una nuova compagnia, separarsi da uno dei genitori.

Ma si può verificare anche uno stato ansioso persistente, che interferisce in modo significativo con la possibilità di fare le esperienze adeguate per l’età.
Quando questo stato di ansia e preoccupazione interferisce con il normale funzionamento dell’adolescente, parliamo di disturbo ansioso.
In adolescenza, è spesso associato a tematiche relazionali o connesse alla sicurezza di base. Per esempio: paura delle malattie, delle ferite, della perdita di un genitore di un altro oggetto d’amore, timore che possano subire dei danni, o anche paura delle conseguenze immaginate di un successo.

Cosa dicono gli adolescenti quando provano ansia?

L’esperienza soggettiva dell’ansia include una sensazione di pericolo, una paura pervasiva e uno stato elevato di allerta. Nella sua forma più estrema c’è il terrore di una catastrofe imminente; in quella meno estrema, gli adolescenti descrivono una vaga preoccupazione e una sensazione di nervosismo.

Un’ansia eccessiva può portare gli adolescenti a non comunicare. Possono percepire la loro ansia come una prova evidente della loro debolezza o come un fallimento personale e quindi non essere disposti a condividere ciò che provano a causa della vergogna, del timore di essere fraintesi o giudicati.
L’ansia può recare un danno alla fiducia in se stessi, alla capacità di concentrazione e alla visione del futuro; può interferire con il sonno, l’alimentazione, l’apprendimento, le attività normali della vita quotidiana e le relazioni con i coetanei, oltre a influenzare la capacità di fronteggiare le situazioni.
L’ansia da prestazione, per esempio, può variare da una lieve apprensione (relativa per es. a un’interrogazione), a un’ansia da esposizione paralizzante.
Oltre a questi sintomi generali ci sono anche disturbi specifici come gli attacchi di panico, le fobie specifiche o l’ansia sociale. L’ansia sociale è particolarmente frequente negli adolescenti con scarse capacità interpersonali e bassa autostima, molto preoccupati dalla paura di sentirsi in imbarazzo, essere criticati o rifiutati dai coetanei.

L’ansia può presentarsi attraverso numerose manifestazioni fisiche.
Per esempio: aumento della frequenza del battito cardiaco, aumento o diminuzione della respirazione, dilatazione delle pupille, aumento della tensione muscolare.
Gli stati cronici di ansia contribuiscono a una varietà di malattie fisiche, tra cui soprattutto eczemi e neurodermatiti.
L’ansia può anche influenzare il funzionamento gastrointestinale i processi di evacuazione. Possono presentarsi risposte fisiologiche come palpitazioni, sudorazione, incubi notturni, difficoltà nell’alimentazione o nel sonno.

Cosa si può fare?

I modelli familiari, le relazioni con i coetanei, l’ambiente scolastico e la stabilità interiore possono giocare un ruolo significativo sul decorso.
Talvolta diventa indispensabile un lavoro psicologico individuale o familiare, che può aiutare a dare un nome e un significato a questo malessere. Comprendere la propria situazione, rileggere la propria storia, prendere in considerazione il punto di vista di ciascun membro della famiglia, sono tutti processi che possono consentire una nuova narrazione di sé e della storia familiare, in modo da creare lo spazio per una scelta diversa, per nuove modalità relazionali e nuovi equilibri personali e familiari.

Stella Segatori

Approfondimento da: PDM-2 Manuale Diagnostico Psicodinamico, Vittorio Lingiardi, Nancy Mc Williams

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