La felicità è sullo smartphone?

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Per i nostri ragazzi che passano molto tempo davanti ai loro smartphone, la soddisfazione per la vita, l’autostima e la felicità sembrano crollati in questi ultimi anni.

Da una ricerca americana dell’Università di San Diego e della Georgia che ha preso in esame i dati del Monitoring the Future, un sondaggio nazionale che analizza i comportamenti, le abitudini e i valori di oltre un milione di studenti tra i 14 e i 18  anni, facendo domande sul tempo passato su cellulari, tablet e computer, sulla qualità e quantità delle loro interazioni sociali nel mondo reale e sulla loro felicità in generale.

Dai risultati emerge un declino del benessere psicologico degli adolescenti e parallelamente un forte aumento della quantità di tempo trascorso sui dispositivi digitali e il conseguente declino delle attività sociali e del sonno. Questi risultati hanno portato a formulare l’ipotesi che più tempo i giovani passano incollati ai loro smartphone, meno sono felici.

La psicologa Jean Twenge, curatrice della ricerca, sostiene che da quando gli smartphone sono diventati onnipresenti, all’inizio di questo decennio, l’interazione faccia a faccia tra i giovani è drasticamente diminuita. Gli adolescenti fanno tutto “meno”: lavorano meno, escono meno di casa, si mettono meno nei guai, bevono meno e consumano meno droghe, sono meno interessati a prendere la patente per l’auto, meno interessati all’indipendenza, hanno meno pregiudizi razziali o di genere, sono meno bullizzati o bullizzano meno, si accoppiamo di meno e fanno meno sesso (quindi meno malattie sessuali) e sono meno disposti ad ascoltare chi dice cosa controverse o che giudicano psicologicamente fastidiose.

Dedicare molto tempo alle tecnologie digitali significa dedicare meno tempo alla costruzione di competenze sociali, alla negoziazione di relazioni e alla navigazione delle emozioni. In termini di conoscenza pratica e di essere disposti ad affrontare il mondo reale, ci sarebbe un ritardo di tre o quattro anni nella maturità: 18 anni equivalgono a quelli che prima erano 15.

Il declino della sensazione di benessere, inteso come felicità, autostima, soddisfazione di se stessi e della propria vita, ha riguardato tutte le fasce d’età, anche se per i diciottenni, la  correlazione negativa tra tempo passato davanti allo schermo (sreen-time) e benessere psicologico è stata mediamente più debole che per i più giovani e questo ci può far pensare che più si è grandi, più il rapporto tra benessere e comunicazione elettronica si indebolisce. Emerge anche che la relazione positiva tra felicità e altre attività come sport, lettura, interazioni sociali, è stata all’incirca la stessa in ogni fascia d’età. Inoltre anche annullare il tempo passato sullo smartphone non garantisce il benessere psicologico. Pare dunque che l’infelicità aumenti al superamento dell’ora di utilizzo del mezzo digitale. E questo pone l’ipotesi  di un consiglio sul tempo di utilizzo, da limitare a non più di due ore al giorno, dedicando maggiore tempo alle altre attività creative o sportive da soli o con gli amici.

Tratto da: Repubblica – Adolescenti, passare molto tempo sullo smartphone non li rende più felici

Psicologa – Dott.ssa Stella Segatori (331.1336502)

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